Noto poca consapevolezza di quello che sta succedendo.
Noto un pubblico che arranca a tentoni nelle pagine dei giornali senza però riuscire a mettere insieme i pezzi, e un pubblico che più legge e più si chiede, più sa e più dubita.
Ebbene ho deciso di scrivere, anche se mi ero ripromessa di smettere, (per una serie di motivi che non è in questa sede che argomenterò) perché voglio mettere a disposizione di chi reputasse di averne bisogno, una serie di informazioni che ho raccolto in questi mesi trovandomi a guardare il marasma da un punto vista privilegiato, quasi dall'interno, lavorando con le banche. Ebbene mi rendo conto di quanto POCO tutti i mezzi di comunicazione sappiano in effetti COMUNICARE, e di quanto ai piani alti del mondo NESSUNO abbia interesse ad insegnarglielo.
Quindi proverò, nel limite del possibile a SPIEGARE senza ornamenti di POLITICHESE, di BANCHESE e di ESPERTESE, quello che ognuno di noi dovrebbe sapere su questo sistema cannibalizzante, e spero di fare cosa buona e giusta e di aiutare tutti quelli che, come me qualche anno fa, non riuscivano a capirne un tubo, e anche quelli che ne sanno un po', e vogliono saperne di più.
Le BANCHE stanno crollando. Perché? Perché stanno continuando a perdere impetuosamente LIQUIDITA'. La liquidità è il DENARO CONTANTE che una banca può utilizzare per eseguire le sue operazioni. Perdono liquidità perché ci sono un sacco di persone che non riescono a pagare i mutui e i finanziamenti che hanno in essere, che sono nient'altro che DENARO che la banca PRESTA al consumatore, per poi riaverlo indietro con gli interessi. Ecco, gli INTERESSI sono il principale REDDITO di una banca. Ovvero, le banche VIVONO perché VENDONO del denaro: ci danno 10 per poi riavere 15, e riprestare poi quel 15 a un altro soggetto che gliene restituirà 20.
In questo periodo molte persone non restituiscono e le banche perdono quello che hanno prestato. Sempre in questo periodo la percentuale di richieste di CREDITO (di soldi) alle banche scende precipitosamente, nessuno va più in banca a indebitarsi se poi non sa come restituire. Inoltre scende anche la percentuale delle richieste che le banche possono ACCETTARE: sempre più gente senza lavoro, sempre più gente in condizioni economiche PRECARIE a cui una banca non può permettersi di prestare denaro perché in assenza di garanzie sufficienti che esso venga restituito. Quindi meno richieste di credito accettano, meno guadagnano. E in più devono ACCANTONARE CAPITALE (mettere da parte un gruzzolo di soldi) per affrontare tutti i CREDITI INSOLUTI (i soldi che hanno prestato e che non sono tornati indietro). Ed ecco quindi la crisi. Niente liquidità. Niente soldi da prestare. Niente guadagni.
Cosa succede? Le banche mettono sul mercato i loro crediti. Cosa significa? VENDONO ad alcuni investitori I CREDITI che hanno verso i loro clienti. Un investitore COMPRA il credito nel senso che PAGA alla banca tutti i soldi che il consumatore ancora gli deve, e poi il consumatore continuerà a restituire le sue "comode rate mensili", non più alla banca ma all'investitore che ha comprato questo CREDITO. In questo modo la banca si garantisce quel rientro immediato di liquidità per il quale altrimenti avrebbe dovuto attendere il pagamento rateale del consumatore e l'investitore avrà comprato un credito ad esempio di 50 al prezzo di 40: quando il consumatore finirà di pagare le rate l'investitore avrà guadagnato 10.
Questo sistema prende il nome di CARTOLARIZZAZIONE.
Passiamo alla crisi dello Stato Italiano.
Anche lo Stato italiano ha bisogno di liquidità, per gestire istruzione, sanità eccetera eccetera eccetera. Emette quindi dei TITOLI DI STATO sul mercato, che vengono comprati da altri Stati Investitori. L'investitore che compra il titolo di Stato Italiano ci fa praticamente un PRESTITO, ovvero ci fornisce quella liquidità di cui abbiamo bisogno per poi vedersela restituire dopo una determinata scadenza con gli INTERESSI. Ecco il debito pubblico. Fino a che il denaro circola e il paese produce, restituire le somme non è un problema. Quando il paese è in crisi e quindi non produce, lo stato è costretto a chiedere nuovi prestiti (emettere nuovi titoli) per far fronte a quelli precedenti. Si indebita ulteriormente per pagare i debiti in essere.
Ma cosa succede se gli investitori non vogliono più comprare i titoli di stato italiani a causa della sempre più bassa capacità che lo stato italiano ha di restituirli?
Lo stato è costretto ad INVOGLIARE gli investitori ALZANDO IL TASSO DI INTERESSE, ovvero promettendo di restituire una percentuale sempre più alta di quello che ha preso in prestito dall'investitore.
E lo spread non è altro che la differenza della percentuale di interesse che applica l'Italia rispetto a quella che applica Germania.
Quindi se io compro un titolo italiano a 50 lo stato dovrà restituirmi 60 per invogliarmi a prendermi il rischio di investire.
La Germania, considerato che ha un governo più stabile, ha dei tassi di interesse adeguati: io investitore compro 50 e mi ritornerà indietro 52, ma sono sicuro della stabilità della Germania e sicuro quindi che quel prestito mi verrà rimborsato e che quindi il mio investimento frutterà.
Torniamo alle banche. Il piano per la ricapitalizzazione delle banche di cui abbiamo sentito parlare prevede di poter ridare alle banche europee quella liquidità che hanno perso. Da dove li prendiamo questi soldi?
Sono stati messi da parte da un organo interno alla BCE (banca centrale europea) una cosa come 400 miliardi di euro che dovrebbero essere distribuiti alle banche in difficoltà, per far ripartire il giro di denaro.
CHI LI HA MESSI QUESTI 400 MILIARDI?
Hanno contribuito tutti gli stati dell'UE compresi noi, naturalmente, ed è per questo motivo, proprio per TIRARE FUORI QUESTI SOLDI, che è stata progettata la MANOVRA FINANZIARIA, che c'è l'aumento dell'IVA, i tagli, eccetera eccetera, perché da qualche parte questo contributo dovevamo pur tirarlo fuori, e riuscire a far quadrare comunque tutti i conti in bilancio.
Ora, la Germania e la Spagna hanno investito in Grecia una percentuale molto più alta di quella dell'Italia. Le banche italiane in questo contesto sono quelle meno a rischio.
La Grecia col suo DEFAULT (FALLIMENTO) rischia di tirare giù le banche tedesche, che hanno invece un grossissimo CREDITO nei suoi confronti, che essa naturalmente, non riesce a pagare.
In estrema sintesi nel piano per la ricapitalizzazione delle banche a cui l'Italia sta partecipando SIAMO NOI che stiamo FINANZIANDO le banche TEDESCHE e SPAGNOLE per consentire di non andare giù con la Grecia.
Il nostro governo ha deciso di usare i nostri soldi per pagare gli errori commessi dalle banche. Gli errori degli investitori che hanno investito in Grecia. Noi stiamo pagando non solo il debito pubblico, ma stiamo aiutando le banche a rimpinguarsi dei nostri soldi in modo che poi loro possano RIVENDERCELI, e GUADAGNARCI SU, lucrando su di noi con gli interessi.
Mi asterrò da qualunque commento. Non voglio inquinare i fatti con le opinioni.
Sappiate che questo è ancora, soltanto (ottimisticamente) IL 10% DI QUELLO CHE CI SAREBBE DA SAPERE.
Buona catastrofe.
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