certo che è tutto un tormento maledetto.
una girandola impazzita, una musica che rivolta la chiave di violino sul pentagramma e cambia traiettoria senza nemmeno degnarsi finire sfumando la nota precedente, così, pum, pam, din, don, senza senso, senza direzione, senza un cazzo di motivo a cui aggrapparsi per fornirsi una maledetta spiegazione che tenga tutto questo casino maledetto in un ordine qualsiasi, e invece no, il caos, il buio che inghiotte la luce, poi la luce che d’un tratto lo riassorbe, e poi di nuovo tenebra, e tu in mezzo, come un cazzone, a tentare di dare una collocazione ai pezzi sparsi, come un vecchio rimbambito che si ostina a spolverare un soprammobile mentre la casa è cosparsa di puzzo e muffa.
certe volte si, mi sento una vecchia rimbambita. e piango. guardo la mia vita e mi accorgo che va per i cazzi suoi e allora piango. piango perchè mi arrendo. le mie lacrime sono una cazzo di bandiera bianca alzata sulla faccia smorfiosa della mia vita bastarda. piango quando la smetto di scalciare e dimenarmi per scacciare via il dolore ed evitare che il suo dito affusolato si infili dentro il petto e arrivi come uno spillo sul cuore. piango quando mi arrendo e lo faccio passare. tanto finchè non toccherà il punto più profondo di te stesso non smetterà di scavarti. resistere serve solo a prolungare la pena. ci mette più tempo. una lacrima è la chiave che schiocca nella serratura. è accettare il suo ingresso. ti torce le budella per un po’. e poi va via come un ladro incappucciato che ti ha appena frugato nell’anima e portato via qualche brandello.
steve jobs dice che solo alla fine uno può unire i puntini.
che è tutto parte di un disegno di cui solo alla fine puoi tracciare il senso.
ecco la cosa dannatamente meravigliosa degli esseri umani. che sperano sempre. ma porca speranza. non fosse per lei saremmo finalmente già tutti morti.
anche la morte è una speranza. che un giorno tutto questo finirà. e saremo finalmente liberi.
ps. sono bipolare. ho iniziato che volevo scrivere cose belle. anche ora ho voglia di scriverle. poi però "ricomincio ma mi pija male di nuovo".
hasta luego.
Categories:
follia

the song is ending but the story never ends (cit. DW)
@ hieronymus1000 ...l’ultimo passo poi alla fine è sempre il primo, perché quando c’è qualcosa che finisce poi c’è sempre qualcosa che inizia, quindi l’ultimo passo di qualcosa, è sempre il primo di un’altra.
E' perfetto! Full stop!
Ora scusa ma devo sopravvivere al terremoto immaginario di domani!
Ciao