Ho il cervello che mi si rivolta in testa cercando invano una posizione comoda.
sta stretto.
i miei giorni gli accatastano sulla scrivania pile di pensieri da compilare, questionari a cui rispondere, timbri d'approvazione sulle mie richieste sconce.
e lui è indietro col lavoro.
così stiamo immensamente stretti. I pensieri sono tutti in fila indiana con il loro permesso di soggiorno temporaneo da convalidare.
le idee si muovono sui roller prendendo le ordinazioni ai tavoli. i progetti se ne stanno ammucchiati coi caschetti gialli e i papiri di carta da tentare di incastrare l'uno nell'altro e dalla sala animazione bimbi in attesa arrivano gil schiamazzi delle emozioni, che litigano, si azzuffano, si rincorrono e sbraitano.
e mentre tutto questo caos si convulge al centro della mia testa, dall'altra parte degli occhi io intanto, guardo una sobria e silenziosa sala meeting di lavoro, gente che discute vestita di tutto punto completamente ignara di quale romanzesco inviolabile mondo scalcia dietro il velo verde dei miei occhi assenti.

Nun ce pensà! (: