Televisione delle mie brame, puliamo i postriboli dal mio reame.

Potesse sintetizzarsi fiabescamente, la filosofia del premier, Silvio Berlusconi, forse intonerebbe così.
Tutti abituati ed assuefatti ormai, alla sua egemonia mediatica, possessore di 3 canali televisivi e di numerosi colossi dell’editoria, (tutto reso inespugnabilmente legale attraverso gli escamotage della legge Gasparri) ci stiamo piano incamminando verso il completo appiattimento dell’encefalogramma dell’opinione pubblica, verso la manipolazione degli sguardi sulla realtà, verso la costruzione stessa di una realtà mediatica fittizia che vada a sovrapporsi ai fatti, e che ne vada a confondere i tratti, che ne distorca la percezione.
In effetti, per molti, i fatti aberrano a tal punto, che è più facile scegliere di credere che ci sia davvero una troupe di comunisti cospiratori che hanno architettato un ordigno di accuse per spodestare il prode Silvio.

L’intera industria mediatica è in tumultuosa mobilitazione arrembata alla salvaguardia della figura integerrima di sua maestà.

Striscia la Notizia, scettro del potere d’audience, si è distinta in questi giorni, per essere vittoriosamente portatrice della valorosa controffensiva mediatica grazie alla quale, gli scialbi telespettatori, sono sottoposti a una particolare rielaborazione del misfatto Ruby & co, che ne prevede una feconda rilettura in chiave burlesque, attraverso la quale si rimescola la suddetta viziosa faccenda con i teatrini porno-comici di film anni 80, quasi suggerendo sommessamente all’ascoltatore di riderci un po’ su.
Lo stesso premier Berlusconi, in una delle sue folgoranti arguzie, durante l’ultima apparizione in pubblico, ha sfoderato il suo sorriso frizzante invitando tutti i giovani presenti al prossimo bunga bunga.
Ora, che il presidente del consiglio fosse compiacentemente autoironico e che striscia la notizia facesse satira, lo sapevamo già tutti. Quello a cui dovremmo probabilmente prestare un po’ più di attenzione è che se fino a qualche tempo fa eravamo tutti con il palmo sulla bocca, oggi una gran fetta di pubblico ha già iniziato a dirsi che, in fondo, non c’è poi nulla di male.
La tv rimpasta i fatti e ce li restituisce in gustose poltiglie preconfezionate.
Spostare lo sguardo sul bunga bunga in sé, significa sottrarre all’attenzione il fatto che la persona che li organizzava è consigliere regionale della Lombardia. E che si trova lì proprio perché era brava a organizzarli.

Sentire Mediaset accusare Repubblica di strumentalizzare il corpo delle donne per fare pubblicità, mentre dietro il banco c’è la Hunziker che è diventata celebre grazie allo spot Roberta, e le veline mezze nude che annuiscono indignate, significa essere beffati da un sistema che ci manda in pasto perizomi a tutto schermo e poi ci accusa di starli guardando.

Il decreto milleproroghe ha fatto insorgere l’antitrust. Contiene un provvedimento che cancella il divieto di acquisire giornali per le imprese già titolari di network.
Ciò significa che riposto tra i fili delle cosi dette mille proroghe c’è ancora un altro progetto, che sarebbe andato ad ampliare la supremazia individuale di Silvio Berlusconi sui mezzi di comunicazione di massa. Non ci sarebbero dovuti essere limiti al possesso di tv e giornali.
La Tv e i giornali sono le sue fabbriche del consenso.
Mai come adesso, non sono più i fatti, quanto la percezione che il pubblico ha di essi, a costruire la realtà.

Il 19 gennaio scorso sul tg5 delle 20:00 è andata in onda un’intervista al medico curante del presidente del consiglio.
"Lui lavora anche di notte, una vita dissennata è tecnicamente impossibile" – ci rasserena il professor Zangrillo - "Il presidente Berlusconi è un uomo buono, buonissimo, che si fa carico personalmente delle esigenze delle persone. Chi bussa alla porta di Berlusconi ha sempre una buona risposta. Io la vita scellerata non l’ho mai vista”.

Il 21 dicembre, Alessio Vinci intervista Berlusconi a Matrix, esordendo così: “Oggi è il giorno più buio dell’anno, anzi per una congiuntura astrale dovuta all’eclissi di luna e al solstizio di inverno, è il giorno più buio da 400 anni a questa parte. E nel giorno più buio da 400 anni, a portare un po' di luce qui c'è Silvio Berlusconi".
I paladini della par condicio e del contraddittorio che inscenano un intervista vis-a-vis tra il premier e uno dei suoi fan più accreditati che, sulle domande da porre, gli sarà stato detto sin anche dove fermarsi a respirare.

Il 10 febbraio 2011, il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara invade il tg1: sei minuti di monologo in cui estroflette le sue invettive contro il gruppo editoriale l’Espresso, artefice, a suo dire, di una congiura “con la volontà dichiarata di abbattere Berlusconi con mezzi extraparlamentari ed extra-istituzionali". Mai interrotto, ne’ contraddetto.

Oggi il Pdl recalcitra contro i talk show di Santoro e Floris: il relatore di maggioranza Butti reclama una programmazione “a targhe alterne”, ovvero propone, di alternare il martedì e il giovedì, conduttori “con diversa formazione culturale”.

Annozero e Ballarò, paradossalmente, a quanto pare, gli unici spazi televisivi dove davvero esiste lo scontro bipartisan, il centro destra e il centro sinistra che si fronteggiano di fronte a un tavolo comune, non sono in linea con le esigenze di governo.
È il parlamento che nomina il consiglio di amministrazione Rai.
Con quest’atto di indirizzo sul pluralismo presentato dal Pdl in commissione di vigilanza il parlamento legifera anche sul palinsesto.
Non solo quello di Mediaset, quindi, sotto il guinzaglio c’è anche la Rai, oltre che buona parte dell’editoria.

Stringere la museruola sopra i denti della verità, omologare i contenuti e anestetizzare le menti, blindare il pubblico dentro compartimenti stagni ad isolamento acustico, così che la voce della realtà continui a rimbalzare sulle sue pareti mentre il pubblico, ipnotizzato, gode ignaro degli show che gli vengono proiettati attorno.

Strictly from
BolognaNotizie.com

-

Leave a Reply