The Best Of

Cara Gelmini ti scrivo. Read More

Vado a sfondare l'altare del matrimonio di Kate. Read More

IL LABORATORIO DI FATE. Read More

...perchè i vecchi leoni adesso ruggiscono solo per lamentarsi, e non ci credono nemmeno più loro stessi in quello che dicono, perchè giocare a fare il rapper una vita intera ti porta a 40 anni sugli stessi palchi a sbraitare le stesse cose agli stessi 4 fattoni che sicuro manco capiscono quello che gli stai dicendo, per quei 4 soldi che non pagheranno mai nemmeno un cazzo di tetto di proprietà, e che sicuro non sfameranno i tuoi figli un giorno... e allora...?! evviva l'underground! si! non firmiamo per la grande distribuzione della nostra musica, meglio passare una vita sui palchi dei centri sociali a vendere 4 dischi sui banchetti! ancora convinti che siamo noi a sceglierci il pubblico, ma ahimè, è il pubblico che sceglie noi, ed è una lotta "senza rivali, perchè qui è la vita che decide quanto vali"... e io continuerò ad ascoltare le vostre meravigliose voci la mattina mentre vado a lavorare, e a farmi tutte queste domande, e a vedermi crollare gli eroi, concerto dopo concerto, con la scialba consapevolezza che lo spazio per i sogni di gloria nasce e muore in queste note, perchè CHI E' ARRIVATO IN CIMA, QUA, E' RISCESO A MANI VUOTE.

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Quest'anno non ho fatto nemmeno un regalo.
Zero. Guardavo tutti che si scatenavano nella folle danza pre natalizia sulle note di "a Natale puoi fare quello che non puoi fare mai", infarciti di altre grandi prese per il culo volte solo a farti sentire più amorevolmente propenso a sfornar quattrini per oggetti di una tale stoltezza che in un altro periodo dell'anno non t'è dato sapere nemmeno che esistono, che finiranno accatastati ad impolverare la credenza dei nostri cari in attesa di trovare una loro utilità, o che passi abbastanza tempo perchè diventino vecchi e si possa aver la scusa per buttarli via.

Ora, non che io mi sia fatta tutto questo ragionamento e quindi abbia deciso di non trasformarmi in una affettuosa benefattrice anche questo Natale, in realtà l'ululato dei miei eurini nella stanza buia e vuota del mio conto corrente al post cambio d'appartamento, ha tristemente accompagnato la mia ascesa al Natale, così da coprire le varie canzoncine campanellanti, e ricordarmi che avevo l'ikea che mi aspettava al varco della mia nuova casa con il conto di tutto il meraviglioso arredo che mi sono avventurata ad acquistare...

Ergo oggi è la vigilia di Natale, sono appena tornata a casa dai miei, dopo aver finalmente smaltito la valanga di lavoro (metà del quale lo portavo avanti mentre ero in coda in autostrada, con un improvviso mal di denti che colpisce con il tragicomico tempismo prima dei cenoni e quando i dentisti sono in ferie) ora sono quasi le 3, e io sono davanti all'alberello luminoso e al presepino rustico fatto da mia madre in uno slancio di creatività, con lo sguardo languido di chi si è appena accorto che è arrivato il Natale, e con la sensazione di essersi appena fermato dopo una lunga, lunga corsa.
è questa sensazione che voglio che questo Natale mi lasci nel cuore.
Fanculo a quest'era consumistica che fa finta che mi ama solo quando gli pago il conto, fanculo alla tredicesima, alle tasse, alle riunioni, al gelo, alla fretta, alla tv e ai telegiornali che vogliono convincermi che tutti sono felici e spensierati perchè è Natale, ma fanculo a tutte le minchiate che mi propinate per addobbarmi il portafogli coi vostri scontrini, basta,

il Natale è poter finalmente fermarsi, davanti a una tavola imbandita con gli occhi di tua nonna che ti hanno aspettato per mesi, e fermarsi, sulla tenerezza di un presepe che un tempo facevi insieme a tua madre, e poter sentirsi a casa, finalmente, tirare un gran sospiro, e addormentarsi incredula, "già, come passa veloce, questo tempo".

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La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé,
mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi.

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A tutti quelli che ogni mattina si strizzano gli occhi sul rintocco dell’alba, e che si tirano giù dal letto ancora prima che il sole si tiri fuori dalle lenzuola scure della notte…
A quelli che tutte le mattine si schiacciano dentro lo stesso traboccante autobus in ritardo, con il naso arrossato dal freddo, con i riflessi di un ippopotamo e la testa che ringhia come un motore su di giri su una marcia bassa… a quelli che vedono il tempo soffiare sopra giornate che vengono spazzate via come la cenere, che se non si riempiono di post it dimenticano anche di chiamare la nonna, che non vanno alle serate perché “domani mattina c’ho da alzarmi presto”, che tutti i mesi fanno a testate con il conto in banca perché resta sempre lo stesso nonostante si passino 10 ore al giorno al servizio del cliente, del paziente, dell’allievo, del capo, del lavoro… e alla fine al servizio solo dei soldi.
A tutti quelli che hanno dimenticato l’ultima volta che si sono guardati allo specchio, e se ci pensano, non ne hanno nemmeno voglia quando ne hanno il tempo, che la propria identità non la cercano, la costruiscono, anche se certi giorni va in pezzi tutto e tocca ricominciare da capo.
A quelli che la mattina sono stanchi più della sera, e che la sera fanno a botte col cuscino per riuscire a dormire, che vedono il calendario galoppare mentre noi restiamo dietro con l’affanno piegati sulle ginocchia e che s’accorgono delle feste solo perché non si va a lavorare.
A tutti quelli che guardano i calciatori e i politici miliardari con lo stesso sguardo con cui guarderebbero un cartone animato, che non ne possono più degli schemi ma che ci scrivono dentro tutti i giorni, che ormai con la gente abbiamo il saluto di default, il set di domande di default (come va?), e risposte di default (tutto bene), ormai peggio dei robot.

A tutti voi, a me, a te.

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve,
La musica non durerà.

La vita non è una gara,
Prendila piano.
Ascolta la musica.

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Partiamo, come al solito, da un'immagine, che parla meglio di qualunque introduzione.


Patrizia D’addario, la cui professione è ormai tristemente nota a noi desolati spettatori, oggi, si reinventa scrittrice. Che fragorosa risata mi farei se solo questo sconforto non me lo impedisse.

Già, perché in questo meraviglioso paese, mentre migliaia di ingenui sognatori blindano le loro vite dietro una macchina da scrivere, lottando perché un giorno, un qualcosa che somigli a un editore, provi a dar voce e copertina a parole altrimenti imbavagliate dall’indifferenza, una “signora”, con indubbie virtù carnali, ma senza offesa, discutibili doni d’intelletto, viene messa sul mercato ieri come Escort, oggi come scrittrice, e la sua portentosa opera divulgata in Italia e all’estero come I Promessi Sposi tra i banchi di scuola. 


Ora, il fatto che non fosse capace di scrivere un libro è penosamente riconosciuto, visto che in copertina sotto il suo nome c’è quello della giornalista che ha sviluppato il testo ma, quello su cui voglio andarmi a soffermare, non è tanto il suo personaggio inopportuno, quanto il sistema malato che c’è intorno, che da’ voce e credito a queste macchiette da tragicommedia, ci specula su finchè il mondo del gossip non ne trova un altro, e poi le lascia spegnersi su se stesse.
Già, mi direte, il marketing funziona così, la gente chiede, il mercato offre.
E così abbiamo un caso mediatico su che prodigio è, il nostro Presidente, sotto le lenzuola.
Tv, giornali, web, editoria si lanciano in migliaia di articoli, serate, trasmissioni, facendo a gara per chi ha più particolari da far conoscere. Tra poco ci propineranno le barbie con la faccia della D’addario e magari aprirà anche la sua linea di moda intimo hot.

Ma mentre io son qua a ridere sul fenomeno da baraccone di turno, tutti i mezzi di comunicazione continuano a seguire il disegno di business che lei si è progettata: fa audience, chi se ne importa se è trash.
Intanto in Italia, arrestiamo le prostitute per strada, rendiamo illegali le case chiuse, poi però, gli cambiamo nome e le invitiamo in tv, e gli facciamo pure scrivere i libri.
E intanto i talentuosi laureati sprofondano nella disoccupazione.

E ancora ci chiediamo perché l’Italia non va?
E ancora parliamo di difendere i diritti delle donne?

La mercificazione del corpo di una donna, posto come esempio, da tutti i mezzi di comunicazione, per raggiungere il successo e la popolarità, ecco quello contro cui dovremmo lottare! E invece lo supportiamo, lo promuoviamo, divulghiamo il messaggio che subliminalmente entra nella testa delle ragazzine, la ricetta infallibile per il cocktail di denaro e notorietà: ce la mostra la nostra Patrizia D’addario, il nostro Fabrizio Corona, (altro grande scrittore improvvisato, tra l’altro), la nostra Mara Carfagna con la comare Gelmini, la nostra Elisabetta Gregoraci e chi più ne ha più ne metta!

Mentre la maggior parte delle donne tacciono nella precarietà, la televisione mostra questi brillanti esempi di carriera pret-a-porter, dove una soubrette guadagna il triplo di un laureato, dove non si fa a testate con il conto in banca che non riesce a darci un casa di proprietà, così da farci desiderare di essere come loro, e allora, “ragazzi, lasciate le università! se vuoi fare lo scrittore, l’architetto, il manager, vieni da Papi, che è tutto più facile!”

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Vi presento Weird. Da oggi lui si occuperà di far sì che la follia di questo mondo non ci passi sotto il naso inosservata e indisturbata e, nel suo laboratorio, terrà sotto osservazione ogni tipo d'iniziativa insana e stolta a cui il nostro meraviglioso globo ci da il piacere di assistere.

ENJOY



"Torna a grande richiesta il Concorso “Un minuto di spesa gratis”! Dal 23 Novembre 2009 al 20 Dicembre 2009 effettua una spesa di almeno €25, gioca con noi e vinci una spesa gratuita di un minuto presso un punto vendita LIDL!"
VISUALIZZA IL REGOLAMENTO COMPLETO IN VERSIONE PDF
[...]
Modalità di fruizione del premio consistente nel “minuto di spesa gratuita”

Una volta confermata la vincita, per poter usufruire del premio, il cliente dovrà recarsi presso il punto vendita Lidl e nella data che gli verrà comunicata (data che corrisponderà ad un giorno di chiusura del punto vendita) munito di:
• scontrino in orginale e utilizzato per la partecipazione al concorso;
• fotocopia del proprio documento di identità.

Il partecipante avrà a disposizione un carrello della spesa e un minuto di tempo, debitamente cronometrato da un Responsabile LIDL ed alla presenza di un funzionario della camera di commercio o di un notaio presenti nel punto vendita, per “correre” nel punto vendita stesso e riempire il carrello con più prodotti possibili, a sua scelta tranne alcoolici, superalcoolici e non food.
Il premio consisterà pertanto nei prodotti “raccolti” durante il minuto a disposizione e, dopo le opportune verifiche (vedi sotto), il consumatore potrà portarli a casa.

Si precisa che:
• il consumatore potrà prendere al massimo due pezzi per ciascun prodotto;
• il consumatore potrà scegliere esclusivamente prodotti “food” (esclusi alcolici e
superalcolici e prodotti in bottiglie di vetro);
• la “corsa” dovrà obbligatoriamente avere inizio a partire dall’ingresso del supermercato e il
percorso che il consumatore dovrà effettuare con il carrello sarà precedentemente stabilito
dal Responsabile del punto vendita;
• nel caso in cui il carrello dovesse ribaltarsi, il cronometro non verrà bloccato.


Tra le varie umiliazioni che siamo costretti a subire, almeno loro ci fanno un po' ridere.

Incollo il link per gli scettici e gli increduli.
http://www.1minutodispesagratis.it/regolamento.htm

Saluti da Weird

E alla prossima puntata.

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Il contenuto di questo post è stato spedito via mail all'indirizzo urp.comunicazioni@sviluppoeconomico.gov.it.

Sky ha mandato il suo messia nelle terre di Mediaset.
Si chiama Cielo, un canale gratuito in chiaro, visibile da tutti sul digitale terrestre.
Un bel progetto, programmazione innovativa, dedicata ad una fascia solitamente poco considerata, quella dai 18 ai 35 anni, sky tg 24, e la pubblicità sarà segmentata, evitando spot lunghi.

Il canale sarebbe dovuto partire ieri, 1 dicembre, ma questo è il drammatico palcoscenico su cui si è aperto il drappo:



Ora, lasciando da parte indignazione e rammarico, tristemente scontati, voglio parlare del fatto che ancora una volta, davanti all'evidenza della manipolazione a cui siamo sottoposti, restiamo tutti zitti e buoni, dondolandoci nell'inerzia, lasciando che qualcuno decida per noi quello che possiamo e non possiamo vedere, lasciando che la mano sporca dello stato muova i fili delle istituzioni, ostacolando la libera concorrenza, in modo da svuotare la pista da avversari scomodi, in modo da monopolizzare il mercato televisivo e delle comunicazioni, che rappresenta il mezzo principale attraverso cui pilotare le grandi masse verso una direzione determinata.

Dove andremo a finire?

L'articolo 21 della costituzione italiana recita:

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa [come qualsiasi altro mezzo di comunicazione, ndr] non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro [o censura] soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili."


Ostacolare la libera concorrenza, monopolizzare i mezzi di comunicazione, oscurare un canale televisivo perchè mina la supremazia di Mediaset?

Il Trattato Base dell’Unione Europea a cui dovrebbe riferirsi il futuro processo di costituzionalizzazione della UE enuncia, nella clausola 15, gli "Obiettivi della Comunità Europea" consistenti nel:
Mercato comune, nell’unione economica e monetaria, nell'attuazione di politiche e attività comuni per promuovere uno sviluppo armonioso, bilanciato e sostenibile delle attività economiche, per una crescita sostenibile e non inflazionistica, per la competitività e la convergenza delle performance economiche, per aumenti negli standard e qualità della vita, per la coesione economica, sociale e la solidarietà tra Stati membri.

Ora, credo che la maggior parte di noi immaginasse tutto questo anche senza conoscere il trattato dell'UE, come credo si sappia che l'Abuso di posizione dominante è un reato, e che l'Antitrust nasce proprio per garantire i diritti del cittadino-consumatore e la libera concorrenza delle imprese... TUTTI NOI SAPPIAMO, MA TUTTI RESTIAMO IN SILENZIO, rassegnati ad un sistema malato che ci omologa e ci controlla, che ci assegna una direzione, e ci ipotechiamo gli stipendi per guardare quello che loro hanno accuratamente scelto per noi, convinti che lo facciano pensando al nostro interesse, mentre sempre più ci creano esigenze e ci rendono sempre più impotenti di fronte ad esse, costruendo una realtà che specula e produce sulle nostre debolezze.

Concludo.
Il ministero delle comunicazioni dovrebbe tutelare il cittadino, non il fatturato di Mediaset.

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In quanto giudicare quanto sopra è, secondo me, come sparare sulla croce rossa,
mi limito a trattenere il fiato e a provare a scacciare questo ronzante fastidio incalzante,
che mi saltella sulla testa schernendomi,
con il ghigno di un bimbo che ha voglia di fare i dispetti.
è che io non ce la faccio.
io proprio non riesco a credere che mentre va tutto a rotoli l'Italia guarda sognante il grande fratello, sognando d'avere un futuro da Belen Rodriguez, e trascinando la sua pusillanime esistenza in attesa che qualcuno gli dica cosa farne del suo futuro, che è lì che l'aspetta a bocca aperta, indignato.
Perchè nessuno fa niente?? Perchè una donna che si laurea sognando di far politica, che magari ha delle idee, ha dei progetti, deve vedere seduta al suo posto una capra come la gelmini, che con una notte si prende quello per cui lei ha studiato per anni? Perchè un uomo che sogna e combatte anni per un bel posto di lavoro è costretto a guardare dal bancone di mediaworld un troglodita erede di un cognome che ha rubato il futuro a chi se lo meritava?

Perchè scappiamo, anzichè restare qua, e far saltare le teste a queste merde?
Perchè non ci riprendiamo quello che ci spetta?
perchè accettiamo che melissa satta con due moine in una sola puntata di contro campo venga retribuita quanto una donna laurata in un mese intero di lavoro?
Perchè accettiamo di essere umiliate così?

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